Eventi

i fanti de Brassè

Raccontiamo qualcosa del passato.......i giochi dei bambini

dal 27 Maggio 16 al 28 Maggio 16

Finora ci siamo dilungati a raccontare eventi e notizie recenti del nostro paese, ora però ci siamo accorti che stiamo perdendo di vista alcuni valori, ormai quasi dimenticati, come l'amore per le proprie origini, l'amicizia, la passione, sentimenti che non sono nostalgie da vecchi, da sciocchi o da ingenui, ma sono le spinte che ci occorono per, benedetti illusi romantici!, raggiungere qualsiasi obiettivo. Bracelli è sempre stato un paese piccolo nella sua struttura, con le case arroccate le une alle altre, ma la popolazione era numerosa, soprattutto vi erano molti bambini. Bambini vivaci, felici, ricchi di immaginazione, capaci di inventarsi ogni giorno un gioco nuovo. Ed è proprio degli antichi giochi che ora parleremo: "U BULACO" gioco simile a nascondino: ci si radunava nel "piazzale" in cerchio e si faceva la conta, il bambino sul quale si fermava la conta era quello che doveva tirare il "bulaco" (barattolo di latta trovato in qualche angolo del paese) e si posizionava in un punto stabilito: al "via" il battitore prendeva il bulaco lo lanciava lontano e di corsa lo andava a prendere, mentre gli altri andavano a nascondersi. Trovatolo lo riportava al suo posto e tornava a cercare gli altri. Se un giocatore arrivava prima che il battitore lo trovasse prendeva il bulaco e lo ritirava e di nuovo il battitore lo prendeva, lo rilanciava e tornava a cercarlo e lo riportava al suo posto, questo andare e venire continuava finchè tutti i partecipanti non erano usciti dal nascondiglio o per proprio conto o perché erano stati trovati dal battitore, che vinceva se riusciva a trovarli tutti senza più far prendere il bulaco. E il gioco ricominciava e il battitore era quello che era stato trovato per primo. Una delle conte che erano soliti fare era questa: Uno due trei quatro a mogee de Stivacaso so mogee la ghe ranca i pei la ghe i ranca a quatro a quatro a mogee de Stevacaso. "IL GIOCO DELLE NOCI" si giocava di solito nella "Piasa dei cordon o en tu Barilaa" perché sono le due vie rettilinee del paese. Ogni giocatore "tendeva" (metteva) due noci vicino a quelle dei compagni e si formava un mucchietto "a macel", poi a turno, da una posizione stabilita, si tirava la noce più grossa che aveva "u botan", prima di tirarla, ogni giocatore dal punto di partenza, con un piede: "en sio, en sieto, en paso (un giro, un giretto, un passo), che, per chi aveva i piedi più lunghi significava avvicinarsi alla "macela". Quindi si tirava e chi era fortunato riusciva a buttare giù più noci e così aumentava il bottino, mentre il botan continuava la sua corsa. Quando tutti avevano tirato, se alcune noci rimanevano ancora in piedi, ognuno ricominciava a tirare, questa volta partendo dalla posizione in cui era andato a fermarsi il suo "botan"; iniziava chi aveva lanciato il "botan" più lontano. Si continuava finchè non c'erano più noci nella "macela". Il vincitore era colui che aveva preso più noci.

Lina Righetti