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Foto antica de Brassè

U SOGO DA BALA

il 10 Febbraio 13 alle 19:30

 
             ma non giocavano solo i bambini...............si divertivano
anche i grandi

 U sogo da bala

Nelle domeniche d' estate, nella piazza del paese si giocava a " a bala ".
La piazza era l'unico spazio ampio e pianeggiante che permetteva questo gioco,
anche se il monumento ai caduti che si trova al centro poneva alcune difficoltà.
In compenso, siccome la piazza è chiusa tutta intorno dai muri delle case, non
c' era il pericolo che " a bala " scivolasse giù per qualche strettoia.
La palla, costruita manualmente da Mario del Monte, era una sfera di cinque
centimetri di diametro, costituita da una parte interna centrale dura e
resistente, fasciata da strati di stoffa sottile, tenuta insieme da un robusto
filo; la piccola sfera veniva ricoperta da strisce di morbida pelle assemblate
mediante la cucitura con uno spago così che essa a lavoro finito appariva
come un minuscolo mappamondo con i fusi orari.
Il gioco aveva luogo fra due squadre, i giocatori non avevano dei particolari
ruoli, era la posizione in cui si trovavano che li rendeva più o meno
importanti. La palla veniva battuta con il solo palmo della mano e non doveva
avere contatti con ness'altra parte del corpo dei contendenti,  questo fatto
avrebbe provocato un fallo.
La partita si svolgeva attraverso respinte e rimandi fra avversari, in mezzo
alle grida dei giocatori e della gente che, assiepata attorno alla piazza
faceva tifo per l'una o l' altra squadra. La vittoria di una delle due squadre
era raggiunta attraverso la realizzazione di quote di punteggio del valore di
quindici ciascuno, vinceva chi ne aveva realizzate sessanta.
A sfidarsi non erano solo squadre formate da bracellesi, ma venivano anche dai
paesi limitrofi e quelli di Bracelli si recavano anche loro in altri paesi. squadre più forti, così ricorda qualcuno, ma ciò è tutto soggettivo, erano
Bracelli e Casale.
Non vi erano veri e propri premi, si accontentavano di " litri "e " mezzi
litri "di vino locale.