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LE ORIGINI

TOPONIMI

08 Marzo 09

Per una determinazione, sia pur approssimativa, delle origini del nome del "Castrum" di Bracelli si può fare riferimento alle note dello storiografo M. Nicolò Conti nei suoi itinerari della Lunigiana e nei richiami alle fonti della tavola PEUTINGERIANA (riproduzione di una pesante lastra di marmo che era stata ritrovata a Roma forse nell'ara Coeli dall'archeologo tedesco Peutinger in cui era riprodotto il territorio d'Italia). Il Conti riconosce la presenza di un Castrum chiamato BIRACELLUM collocato sulla via Aurelia che, arrivando da Ceparana a Padivarma, risaliva a Bracelli per dirigersi verso Pignone e la costa ligure. Sempre secondo le ricerche del Conti sul "libro delle leggi della Repubblica di Genova, si legge che i procuratori di detta Repubblica Filippo Neri e Martino Galli stipularono le loro convenzioni con il comune di Genova, con la presentazione di un documento redatto dal notaio Joanes Bracegii in data novembre 1211. Nello stesso lavoro di Conti troviamo inoltre la convenzione stipulata con la comunità di Rio di Groppo, in data 7 ottobre 1248, in cui si trova tra i nomi dei consigliari chiamati a firmare la stipula il nome di GUGLIELMUS GERVASIUS de BRACELLIS. Sono queste le più antiche testimonianze recanti il toponimo del Paese. Dopo Gervasius Bracelli troviamo altri personaggi con il nome di Bracelli: Lorenzo, Peregrinus e Simone Bracelli che nacque proprio in questo paese e verso la metà del 1200 si trasferì a Genova. Simone fu il padre di Jacopo, che se bene alcuni storici che seguirono affermano che ebbe i natali a Sarzana, è il personaggio più accreditato per aver dato il nome al Castrum. Jacopo ebbe dai genovesi l'incarico di Cancelliere, che tenne dal 1418 al 1457. Fu più volte inviato in missioni diplomatiche: a Milano presso i Visconti e a Napoli presso i d'Aragona. Ebbe due figli maschi e due figlie femmine. I maschi seguirono le orme del padre e furono diplomatici della Repubblica. Uno degli ultimi discendenti della famiglia Bracelli fu Gaspare, che il 10 dicembre 1602 convolò a nozze con la quindicenne VIRGINIA CENTURIONE la quale, dopo avergli dato numerosa prole, riuscì a sottrarlo ad una vita scapestrata ed anche a convertirlo prima di rimanere vedova. Essa divenne però più conosciuta per la vita successiva, tutta dedicata ai bisogni del prossimo e alle opere di assistenza, diventando senza dubbio una precorritrice delle moderne associazioni di volontariato; Papa Giovanni Paolo II le riconoscerà questi meriti e la proclamerà beata nel settembre del 1985.

 

Le notizie storiche sono state attinte da:

"JACOPO BRACELLI"

Conpendio storico di Arnaldo Righetti

"VAL DI VARA"

Di Giannetto Beniscelli